Buon Natale 2014 da don Francesco Airoldi

Natale 2014

Carissimi Amici,

tra pochi giorni sarà Natale e come da tradizione desidero condividere con voi qualche riflessione. Devo però confessarvi che non mi sono ancora reso conto che il 25 di Dicembre sia ormai così vicino. Più passa il tempo e più la mia vita si riempie di incontri e di attività che non mi lasciano tregua. Le tante cose da fare nel mio quartiere e nella parrocchia abbinate ad un traffico sempre più crescente e caotico non mi incorragiano ad andare in città dove nei luoghi commerciali brillano le luci del Natale.

Mi pare anche di intuire che il Natale sia una festa riservata a coloro che sono di un altro mondo e non certo una festa che può aver senso per la mia gente di Kanyama alla periferia di Lusaka, sopratutto per quegli aspetti folcoristici che caratterizzano il nostro modo di sentire e vivere le feste natalizie. Ciò che a noi qui rimane è solo il cuore del Natale e su questa piccola cosa insieme cerchiamo di trovare il senso della nascita di Gesù nella storia dell’uomo.

Ma andiamo oltre. Questo anno che sta ormai per finire mi ha impegnato e stancato parecchio almeno su due fronti.

Il primo: dopo riflessioni e confronti con la comunità siamo riusciti a finalizzare un sogno che avevamo da tempo: quello della costruzione di un centro per offrire spazi ai giovani del quartiere. E’ una grande soddifazione vedere anche in questi giorni come tanti giovani vengano quotidianamente a studiare nella biblioteca, come anche il grande salone venga utilizzato per incontri, feste e attività ricreative. Oltre ai campi per attività sportive, abbiamo ora anche spazi al chiuso da offrire ai tantissimi giovani di Kanyama.

Il secondo fronte che mi ha chiesto tante energie è stata la visita alle famiglie. Non tutte ovviamente, sono tantissime e tante ancora da visitare, ma ho passato pomeriggi e pomeriggi, col sole o con la pioggia, col vento freddo e polveroso o sotto un arsura bollente e immobile, nel buio più profondo e insidioso, a girare per le strade dove la mia gente abita e bussare alle porte per essere accolto nelle loro case. Non riesco, non posso e non voglio descrivere i volti che ho incontrato, le situzione con le quali mi sono scontrato, la povertà vera che si può solo riconoscere quando ci si entra dentro. Lo schifo che si sperimenta quanto i tuoi sandali e quindi i tuoi piedi scivolano nel fango intriso di fogna; quando entrando nelle loro case che di casa hanno solo il nome non trovi neppure un angolo dove poterti sedere e ti chiedi come tutti membri di quella famiglia potranno dormire lì la sera; quando nel buio di case senza luci e senza finestre ti accorgi che là dove ti sei seduto ti camminano addosso scarafaggi e insetti di ogni genere; quando per la presenza di un ammalato che da lungo tempo non si muove da lì c’è un odore nauseabondo che non ti fa neppure respirare; quando ti accorgi per sbaglio che in un angolo della casa, proprio lì nella stanza dove ti sei seduto, c’è una creatura accartocciata e piccola che assomiglia ad un essere umano. In questo modo ho conosciuto Elisha, un ragazzo di 16 anni, nato disabile. E ancora in questo modo ho conosciuto Elizabeth, una ragazza di 20 anni piegata su di sè perchè disabile, in un angolo della casa. E’ stata una festa quando con il consenso e la sorpresa delle famiglie e delle piccole comunità cristiane sono andato proprio a casa loro per il battesimo. Non l’ho fatto perchè pensavo che senza il battesimo questi ragazzi sarebbero rimasti dannati. Ma l’ho fatto per cercare di far capire alle famiglie e alla comunità che avevano fino a quel momento sempre tenute nascoste queste persone disabili, che queste persone invece sono amate da Dio e da noi e che hanno bisogno del nostro amore senza vergognarcene. Sono state due grandi feste e vi assicuro che questi stessi ragazzi con gli occhi esprimevano chiaramente la loro immensa gioia. Conservo ancora nella mente e nel cuore i loro volti che rivedo nelle mie visite di tanto in tanto.

La gente è la sorpresa sempre viva dei miei anni in Zambia. Coltivo un’ammirazione, un’invidia ed un rispetto grande per tutti. Sembrano fatti apposta per questo mondo che a me sembra così strano e difficile. Si muovono in questo contesto con scioltezza e disinvoltura. Dice Ryszard Kapuscinski nel suo famoso libro “Ebano” che in Africa i locali sono “dotati di una naturale grazia e resistenza, si muovono a loro agio e liberamente al ritmo imposto dal clima e dalla tradizione. Un ritmo rallentato, che non conosce fretta: tanto nella vita non si può mai avere tutto. Altrimenti agli altri che resterebbe?”

Forse ciò che manca a noi anche nel vivere il Natale è proprio questo: la consapevolezza che non si può avere tutto nella vita perchè è importante lasciare qualcosa anche agli altri.

Buon Natale a tutti.

Un abbraccio don Francesco

PS: Ringrazio ancora di cuore tutti coloro che mi hanno aiutato ad aiutare questi fratelli di Kanyama in Zambia grazie alle loro offerte. E’ bello vedere che ci sono ancora tante persone dal cuore grande che sanno che nella vita non si può avere tutto. E’ meglio lasciare qualcosa agli altri!


VA CHE ROBBA !

RICEVIAMO QUESTI PREZIOSI REPERTI ARCHEOLOGICI DALLA GRANDE ANNINA!
COSI’ ANTICHI CHE ABBIAMO DOVUTO CHIEDERE A DEGLI STORICI A RIGUARDO….
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QUESTE LE FOTO INVIATE:

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QUESTI I PRIMI RILEVAMENTI DEGLI ESPERTI:
Gli accosciati: Bruno Felici, Mauro Morelli, Mario Sironi, Giovanni Imperiale, Luciano Tario, Gigi Liaci, dietro di lui Rino Granata e quello con il pallone è Maurizio Zampieri.
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QUESTI GLI ERRATA CORRIGE PERVENUTI IN REDAZIONE:
1) per dovere di cronaca nella seconda foto manca l’indicazione di Alberto Baravaglio ( quello dopo Maurizio Zampieri )
Diego.
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2) Mi spiace, ma Rino (dietro Gigi Liaci) non fa di cognome Granata, che pure lui giocava ma non in questa squadra. Ai tempi lo chiamavano “CERINO” per non confonderlo con Granata.
Abita tuttora in Mar Nero 6, ma non mi ricordo il cognome.
Annina

3) prima foto: vicino ad Enzo Talotta c’è Claudio Torriani
seconda foto: non mi risulta Rino Granata. Forse Rino De Biase.
ciao Rosario

4) bella la foto!
vicino a Aldo, Claudio Torriani. Dietro Camillo e sig De Simone.
ciao Nadia (cognata della Strega)

Sempre dal comitato, ciao!


DON ANTONIO a GORGONZOLA

RADUNO di DOMENICA 23 NOVEMBRE 2014
da DON ANTONIO a GORGONZOLA

Nella locandina qui allegata si vede tutto: i partecipanti, lo spirito di allegra partecipazione…
insomma come siamo stati bene !!!!

by GiuNoz


Riflessione su ieri sera

Molti volti inaspettati e benvenuti ieri sera in SGB. Il richiamo di Don Bosco era troppo forte, attrattivo, importante. Non si poteva mancare. Anche perché Don Bosco era attesa, nell’immaginario di molti, da quarantanove anni, dalla data della fondazione della Parrocchia che nel 2015 avrà la veneranda età di 50 anni. Una vita, un percorso che ha accompagnato la vita di tante persone. Che ne ha segnato la crescita, il percorso esistenziale. Osservando la teca in cui è posto il simulacro di Don Bosco, e tre falangi della mano destra, si potevano osservare, come racchiusi nel sorriso lieve del suo viso, i volti dei tanti che sono entrati, a vario titolo ed in vari momenti della sua vita, nella storia di questo piccolo angolo di mondo. Una storia fatta di persone semplici, normali. Una storia che, partendo da tutti gli angoli del Paese, si è insediata nelle vie che circondano la parrocchia ed il suo oratorio, costituendo un amalgama di vita. Attività, ricordi, memorie infinite. Storie minime, storie grandi. Storie di persone al sorgere della vita, storie di persone al calare del sole della vita. Storie di lavoro onesto, di sudore, di fatiche e di gioie autentiche. Storie a volte di malavita e di carcere. Di pentimenti e ricadute. Storie di studi e successi, storie di fallimenti e lacrime. Storie di preti e di suore, storie di giovani diventati preti e suore. Storie di amicizie diventate matrimoni; storie di matrimoni trasformati in delusioni. Battiti di cuore e sorrisi di gioia. Battiti di cuore e speranze deluse. Ciascuno con i suoi ricordi preferiti, ciascuno con i suoi amici preferiti. Tutti con, magari, nel cuore domande a cui ancora non è stata data risposta. In tutti, forse, la consapevolezza che il tempo passato non è trascorso invano e che un legame forte e concreto, anche se spesso impalpabile, cuce ogni lontananza, ricollega ogni divisione. Il legame della memoria, il legame di ciò che il tempo ha trasportato con sé. Fatto di semplicità e desiderio di “cieli e terra nuova”. Fuori di sé ma, soprattutto, dentro di sé. Rosario


Amarcord TERZA C

La foto è potente nel ricordo, come sempre lo sono tutte le foto Amarcord Mar Nero che ci mandate o che ritroviamo grazie ai nostri agenti speciali.
Questa perla di classe in bianchenero, me l’ha mandata personalmente la nostra grandissima Laura Bellato che ci chiede una giusta ricompensa: ti ringraziamo assaissimo tutti quanti!
Allego i suoi testi originali di accompagnamento alla splendida fotina.

Ti mando una foto del 1970, la mia classe 3^C con la maestra Clara Pomponio. Fra gli altri ci sono Arturo Caola, Tina Liaci, Maria Grazia Ercolani, Paola Stefani, Maurizio Albarelli e Ornella De Giorgi. Ti ho scritto i nomi di quelli che frequentavano Marnero ma, se vuoi, te li do tutti.

Poi la gentilissima mi ha mandato proprio tutta la formazione: MITICA! Cosa voglio di più? Più bello di così? Non ho altro da aggiungere alle tue parole. Grazie Laura!

Ciao Pino! Ti mando tutto l’elenco dei miei compagni che da “brava bambina” mi sono scritta dietro la foto!!!
Dall’alto a sx: Vincenzo Finocchi – Silvana Cassano – Arturo Caola – Anna Manes – Marco Garofalo (purtroppo lui non c’è più) – Katia Ravagnani – Franco Delle Fave – io – Enzo Nocera.
Marco Campagnari – Roberto Mezzalira – Ornella De Giorgi – Onofrio Servodio – Paolo Zanni – Enrico De Cesare – Tina Liaci – Maurizio Albarelli – Paola Meneghin.
Mario Frangipane – Gigliola Alfrandi – Giuseppe Orlando – Paola Stefani – Barbara Riva – Antonio Pilloni – Marinella Papetti – Giancarlo Invernizzi – Maria Grazia Ercolani.
Voglio una ricompensa per avere scritto tutti questi nomi!!! CIAOOOO LauraBellato.


Amarcord esemplari 3

Grande Operazione Amarcord Mar Nero.
Rassegna Spendidi Esemplari.

17 giugno 1979.
ANNAMARIA ALE’!!!
De Giorgi.

Erano altri anni, altri tempi!
Pino.


Amarcord ancora esemplari

Altra perlona per la rassegna Splendidi Esemplari della Grande Operazione Amarcord Mar Nero!

E’ inutile dire che ancora una volta tutto è avvenuto grazie all’azione di Giulio Capitano che ringraziamo.
Landa alpina sconosciuta e altrettanto non specificato l’anno di questa antichissima gita.
Ma le facce degli splendidi esemplari di fauna marneriana dicono già tutto da sole.
Notare i due indianagions dei poveri, che spettacolo!
E che dire del Tario a destra con occhialetti da agente segreto a riposo? Divino!

E poi si facevano gli incontri pubblici per parlare dei problemi delle periferie milanesi…. e grazie!
Ettecredo con esemplari simili!
(Scherzo nèh…..)

Saluti.
Pino.


Amarcord Esemplari 1

Oggi per la Grande Operazione Amarcord Mar Nero diamo il via alla rassegna “Splendidi Esemplari”.

La notevole testimonianza fotografica dei bei tempi che furono ci arriva mediante l’intercessione tecnica del solito attivissimo ed efficientissimo nostro agente segreto Giulio Capitano, a sprezzo di ogni pericolo reisce sempre a farci arrivare perlone simili, e credo che dobbiamo tutti ringraziare anche il gentile donatore Carluccio Recalcati:
Et voilà, merci beaucoup!
Abbiamo qui in una location probabile di pizzeria serale, appunto due spendidi esemplari di fauna marneriana, il mitico Mandelli e l’altrettanto mitico Luca Guerra In Birra Veritas!

Applausi a scena aperta!
Pino.


Amarcord antico

Foto: Da Matrimonio.
Anni: Indietro-Antico Assai.
Lochescion: Sagrato della chiesa SanGiovanniBosco Via Mar Nero 10 Milano Baggio Italia.
Raffigurati: Fauna Varia Selvatica e Domestica Indigena Marneriana Del Periodo Giurassico.

Salutissimi a Tutti.
Pino.


Amarcord Anelli mancante

Altra perlona riemersa alla luce grazie al fantastico lavoro di recupero sul campo del grande Giulio Capitano, e che ci arriva dall’Archivio di Carlo Recalcati che tutti ringraziamo forever!

Abbiamo qui uno sfavillante Filippo Anelli in grande spolvero, in posa da pilota trionfator tronfio, stile anni 30, dopo appena aver vinto la Millemiglia, con baffo gagliardo… gli mancano solo gli occhialoni e il caschetto in pelle, e una Bugatti tutta impolverata a fianco e sarebbe perfetto per una storica foto d’epoca!

Grande Filippo!
Ciao.
Pino.