15 April, 2017 20:37

AUGURI A TUTTI VOI DI UNA SANA E SERENA PASQUA, PASQUETTA.. ED A SEGUIRE!! IL COMITATO AMARCORD


Don Davide Baschirotto

don-davide


Lusaka, 22 Dicembre 2016

Carissimi,
è un’altra volta Natale! L’attesa di queste settimane è passata in un istante. Tutto si muove troppo in fretta senza quasi lasciare ricordi sensibili. C’è però qualcosa che ti rimane dentro, ti segna per sempre e so che non se ne andrà mai più da me.
Era tanto tempo che lo aspettavamo. Da anni dicevo al mio amico e stretto collaboratore John che volevo un bambino maschio da lui e da sua moglie. Lo avrebbe chiamato John come lui e Francis come me. Eravamo contenti quando nei primi mesi del 2016 attraverso un’ecografia John e sua moglie Alice scoprirono che il bambino in arrivo sarebbe stato un maschio. Così il primo giorno di Agosto fui chiamato da John perchè per la moglie era arrivato il momento di partorire. Di corsa all’ospedale alle tre del pomeriggio e alla sera alle nove John Francis era con noi. Abbiamo potuto vederlo solo la mattina successiva perchè il reparto di maternità è off limits per i maschi se snon nelle ore ufficiciali di visita. Un bellissimo bambino. 4.2Kg! Alle ore 13 del 2 Agosto la mamma tornò a casa con il neonato. Tutti a fargli festa qui in parrocchia. Anch’io era entusiasta finalmente di poter vedere questo bimbo tanto atteso e di sentire i suoi pianti dalla mia stessa casa.
Alle 7 di sera mi chiama John dicendomi che il bambino piangeva troppo e che secondo la mamma aveva la febbre. Mi chiesero di accompagnarli all’opsedale. Di corsa presi la macchina e di volata li accompagnai all’ospedale più vicino a casa. Ma lì il primo rifiuto. A grande velocità decidemmo allora di andare all’ospedale dove era stato partorito e da dove era stato dimesso poche ore prima. Ricordo che andavo forte, molto forte, come mai ho guidato sulle strade confuse di Lusaka. Parcheggiai appena fuori dal reparto pediatrico facendo scendere subito la madre col bambino e il padre John. Corro a parcheggiare la macchina lontano dall’ingresso e quando ritorno al reparto mi vedo arrivare la madre senza il bambino straziata e in lacrime. John Francis era morto.
Non ci hanno detto niente all’ospedale se non che dovevamo andare all’obitorio a lasciare il nostro piccolo in attesa della sepoltura. Per loro era tutto normale. Nelle lacrime mie, della mamma e del papà ho voluto battezzare con un poco di acqua John, che era ancora caldo nelle mie braccia. Ho voluto offrirlo al Signore così. Nella disperazione ma con un po’ di fede.
Ce l’ha portato via la stupidità umana di coloro che hanno dimesso dall’ospedale un neonato senza i dovuti controlli.
John Francis se ne è andato perchè ha avuto la sfortuna di nascere in un paese, come ce ne sono tanti al mondo, dove la sanità è inconsistente e dove la vita non vale nulla.
John Francis se ne è andato ma è ancora con noi. Sarebbe stato il mio Gesù bambino nella messa della notte di Natale… Comunque certo non potrò mai dimenticarmi di lui.
E’ un altro angelo in cielo. Uno di quelli che in questi giorni di Natale canta e invoca la pace per tutti gli uomini. E sono convinto che ne abbiamo proprio bisogno e che comunque anche se lontano sta facendo un bel servizio a tutta l’umanità.
Buon Natale a te caro amico, cara amica. E se riesci, per quel che dipende da te, cerca di rendere questo nostro mondo un luogo migliore.
Un abbraccio

don Francesco Airoldi, Lusaka, Zambia

P.S. Non sono ancora stato trasferito! Lascerò la mia missione di St Maurice a Kanyama, Lusaka, il prossimo anno. Domenica 28 Maggio 2017 sarà la mia ultima domenica qui dopo dieci anni…. E’ dura!
Per il futuro vi farò sapere. Non è ancora chiaro anche per me. L’unica cosa chiara è che devo dimenticare tutti i miei desideri di missione tra i fratelli musulmani. Sarà per un’altra vita! Ma mi dispiace…


Buona Pasqua

(by Giulio Nozza)

...perchè noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni e poi risorge,
in ciò che noi crediamo dio è risorto, in ciò che noi vogliamo dio è risorto, nel mondo che faremo dio è risorto…
(by Francesco Guccini)

AUGURI di UNA BUONA VERA SERENA PASQUA A TUTTI !
(by Comitato Amarcord)


Cambio di stagione? Parrocchia pesante? Maligno acido? Se l’acqua santa non basta, usa…..

..e via verso un anno.. santo !!!


Buon Natale da don Francesco Airoldi

Carissimi Amici è notte! Mi trovo qui, solo come al solito, nella mia camera. Il rumore assordante della pioggia incessante sulle lamiere del tetto copre ogni altro suono di vita. Il buio dovuto all’assenza quotidiana e prolungata della corrente spegne ogni possibile movimento. E le lunghe ore che separano il tramonto dall’alba rischiano spesso di essere un tempo senza fine. E allora se le batterie hanno abbastanza energia per dare ancora un po’ di luce, leggo e rifletto….

Se guardo indietro a questo anno 2015 non posso certo dire che le cose siano andate tanto bene. La profonda crisi economica che con lo scorrere dei mesi ha portato lo Zambia ad essere il paese al mondo con la svalutazione più alta, sta veramente mettendo in ginocchio la mia gente e tutti noi. La crisi politico-economica-energetica è così grave che nessuno riesce ad intravvedere una fine vicina. I prezzi di tutto si sono quantomeno raddoppiati; la produzione industriale si è dimezzata; l’erogazione della corrente su scala nazionale non supera mai dodici ore sulle ventiquattro; le miniere chiudono; la gente perde il lavoro; la corruzione, con l’elezione del nuovo presidente lo scorso gennaio, è ritornata ad essere la legge degli organismi governativi; il potere d’acquisto dei salari si è dimezzato …. e tutto sembra non funzionare più come prima, quando almeno la gente poteva permettersi un vita che garantiva gli elementi di base.

Sono sicuro che probabilmente non avete mai sentito parlare di queste cose. I paesi africani e sopratutto lo Zambia, non hanno grandi spazi nei nostri notiziari o nelle nostre testate. Qui nessuno si uccide, almeno per ora; qui non ci sono terroristi che mettono bombe e qui non ci sono neppure i tanto temuti musulmani e quindi non facciamo notizia. Solo la gente, con grande dignità, soffre perchè non ha il lavoro, non può mangiare più molto e magari non riuscirà più a mandare i figli a scuola.

Ma continuiamo sul 2015. Anche io non è che sia andato molto bene. Sarà l’età o sarà il carico continuo e sempre più grande di responsabilità, ma la salute inizia a lanciare segni di fatica. Il problema all’orecchio che nel mese di maggio mi ha trattenuto in Italia troppo, per via dell’operazione in ospedale e dei suggesssvi controlli, non è che sia del tutto risolto. Nonostante la verifica dello scorso ottobre e di quella del prossimo febbraio capisco che forse dovrò acccettare di rimanere un po’ sordo. Ma forse è meglio così!

Non vi racconto poi ciò che accaduto nelle nostre missioni in Zambia in questo anno 2015. Sarebbe troppo. Sta di fatto che la notte c’è e fa sentire il suo peso. Se penso poi che il prossimo anno, dopo aver lavorato quasi per dieci anni, dovrò lasciare la mia missione di St Maurice, certo non ho tempo per rilassarmi! In fondo però sono contento di poter riconsegnare alla Diocesi di Lusaka una comunità che, da quando arrivai nel lontano 2007, è cresciuta e si è ingradita velocemente e, in maniera insapettata, è diventata una realtà molto attiva non solo a livello ecclesiale ma anche sociale. Quest’anno abbiamo completato la costruzione della scuola secondaria (superiore) così che dall’anno prossimo potremo offrire un servizio educatico che va dalla scuola materna alle superiori, e che a regime darà la possibilità a circa 1600 bambini, ragazzi e giovani di andare a scuola nel loro quartiere. Certo non possiamo accomodare tutti. Non basterebbero 10.000 posti! Ma è un segno di speranza per lo slum di Kanyama che pur avendo 300.000 abitanti non ha nessuna scuola governativa.

Non so dove andrò a finire dopo! Certo è che non ho per ora alcun desiderio serio di tornare in Italia. Io continuo a coltivare il mio sogno di poter lavorare in un paese musulmano, anche se purtoppo credo che nessuno mi aiuterà a dare forma a ciò a cui mi sento chiamato ora. Nonostante tutto ciò che succede e che ci fa piombare spesso nella notte, non mi rassegno all’idea di dover pensare che il mondo islamico debba essere per forza così solo negativo e pericoloso. Tra le mie letture notturne c’è un libro che mi ha accompagnato nel 2015. “I sette uomini di Dio” Un testimone racconta la vicenda dei martiri di Tibhirine. Il libro che racconta la storia dei monaci trappisti del monsatero dell’Atlas, in Algeria, rapiti e uccisi da un gruppo di terroristi islamici, riporta all’inizio il testamento del priore, Padre Christian. Ne cito alcune parti:

“Se un giorno mi capitasse –e potrebbe essere oggi- di essere vittima del terrorismo….

vorrei che la mia comunità, la mia chiesa, la mia famiglia,

si ricordassero che la mia vita era stata DONATA a Dio e questo paese.

Che essi accettassero che l’unico Signore di ogni vita

non potrebbe essere estaneo a questa dipartita brutale. ..

Che essi sapessero associare questa morte a tante altre,

ugualmente violente,

lasciate nell’indifferenza e nell’anonimato.

La mia vita non ha più valore di un’altra……

E anche tu, amico dell’ultimo istante, che non saprai quello che starai facendo,

sì, anche a te voglio dire questo grazie e questo AD-DIO, che porta il tuo volto.

E che ci sia dato di incontrarci di nuovo, ladroni colmati di gioia,

in paradiso, se piace a Dio, Padre Nostro, Padre di tutti e due.

Amen! Inshallah!”

Poco dopo aver scritto questo testamento Padre Christian e altri sei monaci furono rapiti e uccisi. La notte cadde anche allora tenebrosa più che mai.

Ma mi è venuto in mente, pensando al Natale, come è interessante osservare che nella Bibbia e nella storia del popolo di Israele, tutte le cose importanti sono accadute nella notte, nelle tenebre. All’inizio non c’era nulla ed era notte, ma la Genesi ci racconta che Dio volle luce e da quel momento tutto prese colore. Fu anche nella notte quando Dio, con l’aiuto di Mosè, guidò il suo popolo dalla schiavitù dell’Egitto alla terra promessa.

Anche noi spesso camminiamo nelle tenebre. Non sappiamo dove staimo andando e perchè. La nostra vita è spesso paragonabile ad un mistero tenebroso e sembra che non ci sia riflesso di luce in alcuna direzione. Ma il profeta Isaia molto tempo fa ha scitto anche per noi che “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; a quelli che vivevano in una terra di ombre profonde una luce è apparsa”.

Credo proprio che il Natale di Gesù possa parlarci così in questo anno 2015. Se anche siamo stati avvolti nelle tenebre, la promessa di una luce che sorge è ciò che può farci intavvedere una nuova felicità e una speranza di pace per noi e per tutti. Al di là di tutto.

Con affetto e riconoscenza vi abbraccio e vi auguro ancora un Natale di luce

don Francesco Airoldi

Kanyama, Lusaka

Zambia 19 Dicembre 2015


LA BIRRA DI AMARCORD ! LA NOSTRA BIRRA ! CHIEDIAMO I DIRITTI D’AUTORE ???


per Marina

Venerdì

25 settembre, abbiamo voluto ricordare Marina Odorico apponendo una targa in suo ricordo presso l’ingresso della portineria di via Mar Nero 8 con il permesso del Comune che, dopo averne finalmente compreso lo scopo, ha aderito alla proposta.
Una piccola cerimonia tra molti di suoi amici (le amiche della libreria di Via Ceriani, Emanuela, Clelia, Tecla, Luciana, Gianna, Anna) e Camillo, Fabrizio, e molti altri inclusi il Presidente del Consiglio Comunale Rizzo, il senatore Mirabelli, oltre al segretario cittadino del Sunia Chiappelli e ed il suo collaboratore Di Gregorio.
Ovviamente Paola, che ha fatto un bel ricordo di sua sorella.
Un modo, quello del’apposizione della targa, per ricordare questa nostra indomita e combattiva amica sconfitta dal male ma non dalla sua energia interiore. Credo che chiunque l’abbia conosciuta non possa essere rimasto comunque colpito dal suo profondo bisogno di giustizia nei confronti dei più deboli. Anche per queste ragioni si è impegnata per le sue “cà pupular” come diceva sempre.
Personalmente ancora oggi mi mancano le sue telefonate mattutine per segnalarmi un bisogno o per inventarsi qualche “rogna” in cui mi infilava ma a cui aderivo…ed anche mi manca come spalla nelle serate musicali in libreria.
L’abbiamo conosciuta in tanti e credo che nessuno la potrà dimenticare. E la targa è un segno della nostra amicizia nei suoi confronti e del legame forte tra coloro che hanno vissuto in quel mondo sospeso tra via Mar Nero e Nikolajevka metafora tra la Via Emila e il West…

Rosario


buone e lunghe e fresche vacanze

Ciao a tutti/tutte!

Insieme agli auguri di tante riposanti e fresche vacanze, salutiamo due new entry di Amarcord,
che ci hanno scritto due bellissimi messaggi qui sul nostro sito!

Sono Roberto Giola e Alida Bruno: BENVENUTI !!!!!

E visto che siamo/andiamo in vacanza, allego una bella cartolina che ci ha inviato Sandro Baraldi: Piazza Stovani de Bagg … de una volta!!


Ciao, a settembre!!!!
Il Comitato Amarcord


ECCOCI SUL DICIOTTO! By Rosario