CRONACA DI UNA GIORNATA D’ (STRA)ORDINARIA GIOIA!

E festa fu! Sabato 11 aprile dell’Anno del Signore 2015, primo di una serie d’incontri programmati nell’ambito delle celebrazioni per il 50° anniversario della fondazione della Comunità cristiana S. Giovanni Bosco, è stata una giornata sontuosa nei contenuti e nella forma. “Non dobbiamo mitizzare il passato” disse don Tonino in un passaggio del suo discorso del pomeriggio. L’intenzione, in effetti, era quella di non ridurre il tutto a un raduno di vecchie glorie, un happening di nostalgici alpini che, all’ombra di una penna sbiadita dagli anni, “già vecchi e cadenti si raccontano del loro falso incidente” (parafrasando una celebre canzone di Bennato). Nessuna epopea mitologica, nessun Ulisse da celebrare, niente eroi cui cingere il capo con corone d’ulivo, ma un rendere omaggio a tutti quelli che, dal fondatore all’attuale parroco, non dimenticando sacerdoti e suore che in SGB si sono formati, educatori, catechiste, animatori, coriste, laici (un aggettivo al maschile, uno al femminile, con liceità a chiunque d’intercambiare i generi), hanno camminato insieme al resto di tutta la comunità in questo mezzo secolo. Dalle radici il nostro futuro, che splendido slogan, caro don Antonio. Consapevoli che non ha alcun senso esaltare il passato (ma neppure dimenticarlo) e preoccuparsi per il futuro (anche perché: ”A ciascun giorno basta la sua pena “ – Mt 6,34), ci siamo goduti il presente (“Ogni momento è un dono”, dal titolo di un libretto di Chiara Lubich) dando il giusto spazio al ricordo dei personaggi e luoghi, che appartengono alla storia dell’SGB, con la visione di una raccolta fotografie che ha volutamente cercato di coprire tutto il periodo dal 1965 ai giorni nostri cercando al contempo di proiettare i nostri sguardi verso la continuità, verso il futuro della nostra comunità che è affidato (anche) alle sicure mani degli attuali sacerdoti ai quali è doveroso tributare un enorme ringraziamento. Eh già don Giancarlo, lei, attraverso il nostro presidente, il sempreverde Giovanni, ci ha ringraziato (e ha chiesto che questo sia fatto anche attraverso il nostro sito) per come abbiamo impostato la giornata e per il nostro comportamento; in realtà, senza la sua disponibilità (che ha riconfermato per un prossimo futuro, inoltre non è episodio isolato, ma già in passato ha permesso queste “invasioni”), il prezioso supporto di don Fabio che ci ha spiegato e concesso l’utilizzo del quadro elettrico, il consenso del Consiglio pastorale, nulla avremmo potuto fare. Questo splendida giornata la dedichiamo alla parrocchia di San Giovanni Bosco nel suo insieme e a voi tutti che ci avete ospitato nel particolare.

“Don Antonio, facciamo accomodare tutti in salone e cominciamo?” chiesi timoroso di non riuscire a rispettare i tempi previsti. “No, fra dieci minuti. In salone, tutti seduti, si perde la spontaneità, così invece sono liberi, lasciamo godere ancora un po’ di questa genuina convivialità”, mi rispose. Immenso don Antonio!

“Ho amato l’Amore e sono stato riamato”, è una struggente, elevata, espressione tratta dal testamento spirituale di don Giovanni che don Tonino ha letto alla fine della giornata facendo convergere volutamente per qualche minuto l’attenzione su quest’uomo che ha lasciato, indiscutibilmente, una traccia nel nostro quartiere. Nel pomeriggio, lo stesso don Tonino, sacerdote con un notevole bagaglio d’esperienza (e sofferenze) di missionario, sugli immigrati, sui disadattati, ci ha fatto conoscere ciò di cui si occupa in questo periodo in quel di Legnano, ora che ha terminato (non del tutto spontaneamente… obblighi d’anagrafe) la sua missione in Albania, ma anche i suoi progetti futuri inerenti ai costruttori di pace. In particolare ha esposto l’attività dei volontari dell’”Operazione Colomba”, corpo nonviolento di pace in zone di guerra. Alla fine di marzo, egli organizzò una serata presso una parrocchia di Cesano Boscone, dove invitò una volontaria di questo corpo civile non armato e autrice di un libro che narra di questa straordinaria iniziativa. Sabato il don ha portato con sé una decina di copie che Nadia ha venduto (tutte, in dieci minuti!). Superba la nostra strega (…ma le streghe non sono brutte e cattive? Necessario cambiare modo di pensare a riguardo: Nadia è proprio l’opposto.) GRAZIE a chi ha voluto dare un piccolo ma importante contributo. Siamo certi che a don Tonino, più che il ricavato (modesto, certo, ma che, ribadiamo, non va assolutamente denigrato), faccia piacere pensare che in una ventina d’appartamenti della nostra/sua comunità, vi sia appoggiato un libro la cui copertina è d’un impatto emotivo devastante. L’immagine è di una ragazza (semplice, né di una speciale bellezza, né particolarmente brutta. Anonima quasi, nella sua normalità) che armata di una bandiera sorride (che sorriso, “disarmante”!) a dei militari, ragazzi anch’essi, in parte coetanei, ma questi invece in tenuta da guerra. E’ una fotografia che reputo forte e (considerazione personale) pazienza se non tutti riusciranno a leggere completamente il libro: l’importante è che ogni tanto l’occhio vi cada sopra. Anche solo per spolverarlo. Hai proprio ragione don Tonino, è tempo che il mondo cominci a pensare che debba crearsi un sistema alternativo all’intervento armato, prendendo il via da una più equa ridistribuzione delle ricchezze. La violenza in genere crea altra violenza e comunque, la Storia (specie quella recente), dimostra che gli elicotteri e le corazzate hanno poi lasciato eredità peggiori che lo “status ante” il loro impiego.

Ecco, ora si spengono le luci, cala il silenzio (si fa per dire, tanto per non prendersi troppo sul serio), comincia lo spettacolo. Le immagini scorrono per una mezz’ora accompagnate da applausi, commenti, battute, nostalgia (tanta, umano), commozione (anche questa tanta, anche questa umana). Alcune fotografie scatenano boati da stadio, per don Tommaso, suor Lucia, don Paolo, la mitica Dodo e altri, tifo da curva. Calore anche per simboli preziosi come i Crocefissi, la fontanella, il fosso e l’area d’accoglienza senza tralasciare un pensiero anche per chi spesso è rimasto fuori dal cancello dell’oratorio, ma non per questo considerato “figlio di un dio minore”. Apprezzamento e riconoscenza per tutti, indistintamente, dai pionieri degli anni settanta, a tutti i successori.

La Santa Messa, dunque, concelebrata da un fantastico poker, Predica fiume di don Tonino (ma è valsa la pena ascoltarlo), i canti studiati da una meravigliosa (as usual) Enza e infine il dono alla parrocchia, un Calice d’eccezionale fattura, a imperitura testimonianza di questa giornata. La pizzata poi (anche lo stomaco ha i suoi diritti), ben 75 (dicasi settantacinque) le pizze ordinate (e divorate). E il dolce. E il vino. Tributiamo un doveroso ringraziamento anche a Manuela e Carlo, perché l’organizzazione di questo momento ha richiesto tempo e accuratezza. Non è stato il catering alla Casa Bianca, ma far mangiare 70 persone – seppur una semplice pizza – tutte allo stesso orario, tutte belle sistemate con i piedi sotto un tavolo, non s’improvvisa in un’oretta. Dopo cena nuovamente in salone, ancora qualche fotografia, più recente, donata dai simpatici e coinvolgenti “ragazzi” di via Nikolajewka, ma anche, a gran richiesta, un’altra rapida carrellata di vecchi reperti. Infine il commiato, i propositi di rivedersi quanto prima, i gruppetti fuori dal cancello (a proposito di corsi e ricorsi storici!) per le ultime chiacchiere, epilogo per una giornata che nessuno vorrebbe finisse.

GIOIA, BONTÀ! GIOIA’, BONTÀ! GIOIA, BONTÀ!

Giulio Capitano


11 aprile 2015 : e siamo noi, siamo noi!

Grazie ancora a tutti quelli che hanno collaborato alla riuscita del raduno e soprattutto tutti quelli che hanno partecipato, da vicino e da lontano.
Perchè come dice il nostro carissimo amico (assente alla serata, ma l’abbiamo comunque visto e rivisto molte volte nelle foto, vi ricordate????) che ha messo in piedi, anni fa, tutto questo ambaradan di contatti-foto-recuperi: Amarcord è fatto di persone, di via Mar Nero, Nikolajewka, Gescal.. che vivono o sono passate da lì… e quindi tutti noi !
Le parole della Strega esprimono tutto…

Ciao Grande Don Antonio, la festa è andata alla grande, è stata un successone.!!!!
Voi preti, ci avete trasmesso tutto l’affetto, la stima, la dedizione per la veste che indossate e soprattutto, l’amore per Nostro Signore.
Un grazie va anche a Don Giancarlo, che ci ha dato la possibilità di poterci ritrovare e poter condividere tutti insieme delle emozioni e dei ricordi, che sono rimasti indelebili nei nostri cuori.
Un grazie anche ai ragazzi di via Nikolajevka, che non hanno dimenticato quello che ci legava allora, la voglia di stare INSIEME.
Un grazie anche a Don Giovanni, che da lassù ha vegliato su di noi.
Il bellissimo calice, donato a Don Giancarlo, ha dimostrato il grande uomo di spessore quale sei.
La cosa negativa, di questa sera, è stata la tua fuga……te ne sei andato quatto quatto, senza salutare nessuno…… e questo ha suscitato dispiacere in ognuno di noi, anche se abbiamo capito il tuo gesto.
Non smetterò mai di esternare che i migliori anni della mia vita li ho trascorsi in SGB, dove l’amicizia, la preghiera, il rispetto, il vivere la comunità, ci accomunava tutti.
– Don Tommaso – il popolare
– Don Tonino – il vissuto
– Don Antonio – il sciur
– Don Giovanni – il patriarca

Bene, detto ciò, adesso ci prepareremo per il 17 maggio ed il 14 giugno, e con ansia aspetteremo di rivederti e di rivedervi.
Un abbraccio affettuoso, a presto .
Nadia (Strega)
P.S. – mi ha fatto piacere aver venduto tutti i libri di Don Tonino

(PS2: ed adesso che è rotto il ghiaccio, aspettiamo le foto di Nikolajewka !!! )


SABATO 11 APRILE: DALLE NOSTRE RADICI IL NOSTRO FUTURO !!!

SIETE PRONTI PER IL NOSTRO GRANDISSIMO RADUNO ?  AVETE SEGNATO SULL’AGENDA ? Ci troviamo sabato 11 aprile in San Giovanni Bosco, in salone alle 15,30 e poi: -ci saluteremo -vedremo la mostra fotografica dei 50 anni -assisteremo alla proiezione delle nostre foto vecchie e non -don Antonio ricorderà insieme a noi don Giovanni Merlini -parteciperemo alla messa concelebrata alle 18 -pizzata insieme ai don Antonio-Antonio (=Tonino)-Tommaso ! -don Antonio (=Tonino) ci illustrerà il suo nuovo progetto -tutti insieme ricordiamo le nostre radici e parliamo del nostro futuro -saluti e sosta storica davanti al cancello….. Vi basta ?  Beh, però due cose dovete farle voi: 1) chi vuole mangiare la pizza mandi subito nome e numero. Il costo per la pizza (solo margherita) è di 10 €  (comprese bevande ed una piccola offerta per la sala). Per bambini 7 €. Chi invece vuole portarsi la cena, ben venga. 2)  ognuno di voi avvisi qualcuno lontano che non sente da tempo. Battiamo il record di presenze per il 50mo !! 3) bando alla nostalgia, viviamo il presente!  Mandateci una foto recente di voi o della vostra famiglia !! La proietteremo e ce la vedremo tutti insieme !  Sai che risate ? (speditela a questo indirizzo mail: faminunni@gmail.com con i vostri nomi – l’invio ci autorizza alla divulgazione in pubblico -scusate, ma ci vuole..-) ABBIAMO FINITO..  ADESSO TOCCA A VOI !!! Ciao, a prestissimo Il Comitato Amarcord


Scomparse… riflessioni

In questi giorni abbiamo saputo della scomparsa di persone che abbiamo conosciute adulte, come il sig. Ercolani ed il Sig. Di Lallo, oppure come coetanei con Mauro Vercellesi.
Nel frattempo è scomparso il mio vicino di casa, Gianni (mio coetaneo), uno dei ciclisti di Baggio, il Comandante dei vigili di Baggio, che conoscevo per “motivi di servizio”, il papà di un altro mio amico.
Ormai è passato il tempo dei matrimoni e dei battesimi e sempre più la nostra generazione ha lo sguardo verso un altro orizzonte che, spesso, si avvicina con intenzioni non benevoli, soprattutto quando la morte non è naturale, come per le persone molto anziane, bensì funesta quando le malattie la fanno da padrona.
Alle domande che certamente ciascuno di noi si pone non c’è risposta plausibile.
Forse anche la fede, quando non è forte e potente, arranca nelle risposte.
A chi rimane resta forte, comunque, il frutto di una vita condivisa, il ricordo di momenti, belli o meno ma, certamente, intrisi di vita e di speranze, di sogni e di piccole cose. Credo che in questi casi valgono oro le parole di De Andrè in “Giugno 1973″ dove canta che “…è meglio lasciarsi che non essersi mai incontrati…”.
La morte ci ammutolisce e ci fa certamente paura però a questa paura, che ci segue anche quando non ce ne rendiamo conto, va sovrapposta la cura di non disperdere nemmeno un minuto del tempo che ci è stato concesso.
Rosario

Buon Natale 2014 da don Francesco Airoldi

Natale 2014

Carissimi Amici,

tra pochi giorni sarà Natale e come da tradizione desidero condividere con voi qualche riflessione. Devo però confessarvi che non mi sono ancora reso conto che il 25 di Dicembre sia ormai così vicino. Più passa il tempo e più la mia vita si riempie di incontri e di attività che non mi lasciano tregua. Le tante cose da fare nel mio quartiere e nella parrocchia abbinate ad un traffico sempre più crescente e caotico non mi incorragiano ad andare in città dove nei luoghi commerciali brillano le luci del Natale.

Mi pare anche di intuire che il Natale sia una festa riservata a coloro che sono di un altro mondo e non certo una festa che può aver senso per la mia gente di Kanyama alla periferia di Lusaka, sopratutto per quegli aspetti folcoristici che caratterizzano il nostro modo di sentire e vivere le feste natalizie. Ciò che a noi qui rimane è solo il cuore del Natale e su questa piccola cosa insieme cerchiamo di trovare il senso della nascita di Gesù nella storia dell’uomo.

Ma andiamo oltre. Questo anno che sta ormai per finire mi ha impegnato e stancato parecchio almeno su due fronti.

Il primo: dopo riflessioni e confronti con la comunità siamo riusciti a finalizzare un sogno che avevamo da tempo: quello della costruzione di un centro per offrire spazi ai giovani del quartiere. E’ una grande soddifazione vedere anche in questi giorni come tanti giovani vengano quotidianamente a studiare nella biblioteca, come anche il grande salone venga utilizzato per incontri, feste e attività ricreative. Oltre ai campi per attività sportive, abbiamo ora anche spazi al chiuso da offrire ai tantissimi giovani di Kanyama.

Il secondo fronte che mi ha chiesto tante energie è stata la visita alle famiglie. Non tutte ovviamente, sono tantissime e tante ancora da visitare, ma ho passato pomeriggi e pomeriggi, col sole o con la pioggia, col vento freddo e polveroso o sotto un arsura bollente e immobile, nel buio più profondo e insidioso, a girare per le strade dove la mia gente abita e bussare alle porte per essere accolto nelle loro case. Non riesco, non posso e non voglio descrivere i volti che ho incontrato, le situzione con le quali mi sono scontrato, la povertà vera che si può solo riconoscere quando ci si entra dentro. Lo schifo che si sperimenta quanto i tuoi sandali e quindi i tuoi piedi scivolano nel fango intriso di fogna; quando entrando nelle loro case che di casa hanno solo il nome non trovi neppure un angolo dove poterti sedere e ti chiedi come tutti membri di quella famiglia potranno dormire lì la sera; quando nel buio di case senza luci e senza finestre ti accorgi che là dove ti sei seduto ti camminano addosso scarafaggi e insetti di ogni genere; quando per la presenza di un ammalato che da lungo tempo non si muove da lì c’è un odore nauseabondo che non ti fa neppure respirare; quando ti accorgi per sbaglio che in un angolo della casa, proprio lì nella stanza dove ti sei seduto, c’è una creatura accartocciata e piccola che assomiglia ad un essere umano. In questo modo ho conosciuto Elisha, un ragazzo di 16 anni, nato disabile. E ancora in questo modo ho conosciuto Elizabeth, una ragazza di 20 anni piegata su di sè perchè disabile, in un angolo della casa. E’ stata una festa quando con il consenso e la sorpresa delle famiglie e delle piccole comunità cristiane sono andato proprio a casa loro per il battesimo. Non l’ho fatto perchè pensavo che senza il battesimo questi ragazzi sarebbero rimasti dannati. Ma l’ho fatto per cercare di far capire alle famiglie e alla comunità che avevano fino a quel momento sempre tenute nascoste queste persone disabili, che queste persone invece sono amate da Dio e da noi e che hanno bisogno del nostro amore senza vergognarcene. Sono state due grandi feste e vi assicuro che questi stessi ragazzi con gli occhi esprimevano chiaramente la loro immensa gioia. Conservo ancora nella mente e nel cuore i loro volti che rivedo nelle mie visite di tanto in tanto.

La gente è la sorpresa sempre viva dei miei anni in Zambia. Coltivo un’ammirazione, un’invidia ed un rispetto grande per tutti. Sembrano fatti apposta per questo mondo che a me sembra così strano e difficile. Si muovono in questo contesto con scioltezza e disinvoltura. Dice Ryszard Kapuscinski nel suo famoso libro “Ebano” che in Africa i locali sono “dotati di una naturale grazia e resistenza, si muovono a loro agio e liberamente al ritmo imposto dal clima e dalla tradizione. Un ritmo rallentato, che non conosce fretta: tanto nella vita non si può mai avere tutto. Altrimenti agli altri che resterebbe?”

Forse ciò che manca a noi anche nel vivere il Natale è proprio questo: la consapevolezza che non si può avere tutto nella vita perchè è importante lasciare qualcosa anche agli altri.

Buon Natale a tutti.

Un abbraccio don Francesco

PS: Ringrazio ancora di cuore tutti coloro che mi hanno aiutato ad aiutare questi fratelli di Kanyama in Zambia grazie alle loro offerte. E’ bello vedere che ci sono ancora tante persone dal cuore grande che sanno che nella vita non si può avere tutto. E’ meglio lasciare qualcosa agli altri!


VA CHE ROBBA !

RICEVIAMO QUESTI PREZIOSI REPERTI ARCHEOLOGICI DALLA GRANDE ANNINA!
COSI’ ANTICHI CHE ABBIAMO DOVUTO CHIEDERE A DEGLI STORICI A RIGUARDO….
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QUESTE LE FOTO INVIATE:

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QUESTI I PRIMI RILEVAMENTI DEGLI ESPERTI:
Gli accosciati: Bruno Felici, Mauro Morelli, Mario Sironi, Giovanni Imperiale, Luciano Tario, Gigi Liaci, dietro di lui Rino Granata e quello con il pallone è Maurizio Zampieri.
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QUESTI GLI ERRATA CORRIGE PERVENUTI IN REDAZIONE:
1) per dovere di cronaca nella seconda foto manca l’indicazione di Alberto Baravaglio ( quello dopo Maurizio Zampieri )
Diego.
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2) Mi spiace, ma Rino (dietro Gigi Liaci) non fa di cognome Granata, che pure lui giocava ma non in questa squadra. Ai tempi lo chiamavano “CERINO” per non confonderlo con Granata.
Abita tuttora in Mar Nero 6, ma non mi ricordo il cognome.
Annina

3) prima foto: vicino ad Enzo Talotta c’è Claudio Torriani
seconda foto: non mi risulta Rino Granata. Forse Rino De Biase.
ciao Rosario

4) bella la foto!
vicino a Aldo, Claudio Torriani. Dietro Camillo e sig De Simone.
ciao Nadia (cognata della Strega)

Sempre dal comitato, ciao!


DON ANTONIO a GORGONZOLA

RADUNO di DOMENICA 23 NOVEMBRE 2014
da DON ANTONIO a GORGONZOLA

Nella locandina qui allegata si vede tutto: i partecipanti, lo spirito di allegra partecipazione…
insomma come siamo stati bene !!!!

by GiuNoz


Riflessione su ieri sera

Molti volti inaspettati e benvenuti ieri sera in SGB. Il richiamo di Don Bosco era troppo forte, attrattivo, importante. Non si poteva mancare. Anche perché Don Bosco era attesa, nell’immaginario di molti, da quarantanove anni, dalla data della fondazione della Parrocchia che nel 2015 avrà la veneranda età di 50 anni. Una vita, un percorso che ha accompagnato la vita di tante persone. Che ne ha segnato la crescita, il percorso esistenziale. Osservando la teca in cui è posto il simulacro di Don Bosco, e tre falangi della mano destra, si potevano osservare, come racchiusi nel sorriso lieve del suo viso, i volti dei tanti che sono entrati, a vario titolo ed in vari momenti della sua vita, nella storia di questo piccolo angolo di mondo. Una storia fatta di persone semplici, normali. Una storia che, partendo da tutti gli angoli del Paese, si è insediata nelle vie che circondano la parrocchia ed il suo oratorio, costituendo un amalgama di vita. Attività, ricordi, memorie infinite. Storie minime, storie grandi. Storie di persone al sorgere della vita, storie di persone al calare del sole della vita. Storie di lavoro onesto, di sudore, di fatiche e di gioie autentiche. Storie a volte di malavita e di carcere. Di pentimenti e ricadute. Storie di studi e successi, storie di fallimenti e lacrime. Storie di preti e di suore, storie di giovani diventati preti e suore. Storie di amicizie diventate matrimoni; storie di matrimoni trasformati in delusioni. Battiti di cuore e sorrisi di gioia. Battiti di cuore e speranze deluse. Ciascuno con i suoi ricordi preferiti, ciascuno con i suoi amici preferiti. Tutti con, magari, nel cuore domande a cui ancora non è stata data risposta. In tutti, forse, la consapevolezza che il tempo passato non è trascorso invano e che un legame forte e concreto, anche se spesso impalpabile, cuce ogni lontananza, ricollega ogni divisione. Il legame della memoria, il legame di ciò che il tempo ha trasportato con sé. Fatto di semplicità e desiderio di “cieli e terra nuova”. Fuori di sé ma, soprattutto, dentro di sé. Rosario


Amarcord TERZA C

La foto è potente nel ricordo, come sempre lo sono tutte le foto Amarcord Mar Nero che ci mandate o che ritroviamo grazie ai nostri agenti speciali.
Questa perla di classe in bianchenero, me l’ha mandata personalmente la nostra grandissima Laura Bellato che ci chiede una giusta ricompensa: ti ringraziamo assaissimo tutti quanti!
Allego i suoi testi originali di accompagnamento alla splendida fotina.

Ti mando una foto del 1970, la mia classe 3^C con la maestra Clara Pomponio. Fra gli altri ci sono Arturo Caola, Tina Liaci, Maria Grazia Ercolani, Paola Stefani, Maurizio Albarelli e Ornella De Giorgi. Ti ho scritto i nomi di quelli che frequentavano Marnero ma, se vuoi, te li do tutti.

Poi la gentilissima mi ha mandato proprio tutta la formazione: MITICA! Cosa voglio di più? Più bello di così? Non ho altro da aggiungere alle tue parole. Grazie Laura!

Ciao Pino! Ti mando tutto l’elenco dei miei compagni che da “brava bambina” mi sono scritta dietro la foto!!!
Dall’alto a sx: Vincenzo Finocchi – Silvana Cassano – Arturo Caola – Anna Manes – Marco Garofalo (purtroppo lui non c’è più) – Katia Ravagnani – Franco Delle Fave – io – Enzo Nocera.
Marco Campagnari – Roberto Mezzalira – Ornella De Giorgi – Onofrio Servodio – Paolo Zanni – Enrico De Cesare – Tina Liaci – Maurizio Albarelli – Paola Meneghin.
Mario Frangipane – Gigliola Alfrandi – Giuseppe Orlando – Paola Stefani – Barbara Riva – Antonio Pilloni – Marinella Papetti – Giancarlo Invernizzi – Maria Grazia Ercolani.
Voglio una ricompensa per avere scritto tutti questi nomi!!! CIAOOOO LauraBellato.


Amarcord esemplari 3

Grande Operazione Amarcord Mar Nero.
Rassegna Spendidi Esemplari.

17 giugno 1979.
ANNAMARIA ALE’!!!
De Giorgi.

Erano altri anni, altri tempi!
Pino.