Amarcord pionieri

Diamoci dentro con la Grande Operazione Amarcord Mar nero!

Oggi vi giro una fotina splendida in bianchenero che ci viene offerta dall’ineguagliabile nostro grande agente speciale Giulio Capitano (che nessuno mai saprà dove le va a prendere ste foto ingredibbili!)

Qui si riavvolge la pellicola del film della memoria antichissima!
Qui siamo in pieno Pleistocene di Baggio!
Possiamo gradire sul fondo (credo…) le case di via Nikolajevka 5, dove ho vissuto la mia inquieta esistenza infantile… (sospirone emozionato…) e tutt’intorno prati e campi e alberi e fossi dove vi era ancora l’acqua da irrigazione agricola, rane, orbettini che andavamo a cercare, fiori e soprattuto poche macchine e nessuna merda di cane in giro… e dite poco!
Che anno sarà??? Chissà…Saremo intorno al 1966 o giù di lì… io andavo con mia madre e mio fratellino piccolo e ci sedevamo d’estate in riva ai fossi , e voi non ci crederete ma si faceva anche il bagno volendo…
Comunque, passiamo al primo piano: abbiamo qui dei pionieri eroici appunto!
Mi sembra di riconoscerne qualcuno, ma io sono un bel po’ bruciato a memoria… notare la posa calcistica, il campo strerrato da mille partite a pallone forse… o forse solo perchè lì era la zona di riporto della terra dopo le costruzioni delle case… notare le uniformi da calcio di marche costosissime o firmate… e gli scapini da calcio ultratecnici…. ma le bellissime facce da ragazzini giusti di periferia… in quelle pose semplici e da amici, non da bulli spocchiosi…quelle non hanno pari, non hanno prezzo!
Quando ancora non pullulavano nelle case televisori e compiuteri e cellulari… e i ragazzini e le ragazzine riempivano le strade e le loro grida e voci animavano i cortili di giochi… quando intorno alle case c’erano le cascine, e gli odoracci del letame che in confronto ad adesso però, erano profumi di vita per nulla velenosa…. quando guardandoti attorno ti accorgevi subito dell’arrivo della primavera… quando d’inverno nevicava alla grande… quando nei cortili si giocava a biglie o a carte a giornaletti…altri tempi… altra Baggio…

Ciao.
Pino.

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4 responses to “Amarcord pionieri

  • Giulio Capitano

    Caro Roberto, ti hanno letto in tanti, non preoccuparti e qualcuno che si ricordi di te lo scoveremo, stai tranquillo. Anche per te il nostro benvenuto in questo sito di squinternati. Anche per te valgono le stesse cose che ho scritto per Alida, compreso l’invito a scovare qualche reperto fotografico da poter pubblicare.
    Ciao.
    Lunga vita, pace e prosperità.

  • Giulio Capitano

    E la bella foto è commentata con la solita commovente prosa del Pino Pirro, uno che a poesia ha da spendere molto.

  • Claudio

    Ciao a tutti,bella foto.
    Non ho idea se è gia stata data questa “formazione”.
    Da sinistra in piedi vediamo: Liaci Mario, Bartomioli Luciano,Scarioni Antonio, l’ultimo a destra… non ricordo.
    Accosciati: Rifici Riccardo, Cellamare Vittorio.
    Un saluto.
    Claudio

    • Roberto Giola

      Ciao a tutti, Non so chi mi leggerà … Spera qualcuno che mi ricorda. Mi chiamo Roberto Giola e ho abitato in Via Mar Nero a fine anni 60. Ricordo con nostalgia e al tempo stesso con affetto quel periodo e in particolare la vita di oratorio (la vecchia chiesetta ancora consacrata quando arrivai a Milano da Roma, io nativo di Pisa). Ricordo alcuni nomi (Claudio Vomiero in primis con cui frequentavo le media superiori mi sembra di ricordare alla scuola Valerio Catullo, Vladi ma non ricordo il cognome, Volpi ma non ricordo il nome ma soprattutto Don Antonio Mascheroni, Don Tonino e Don Daniele un missionario di cui non ricordo il cognome ma che sarei felicissimo di ricontattare). Ricordo che venivo soprannominato “già che ce semo”, una frase “romana” metabolizzata appunto durante la mia permanenza a Roma e che a Milano all’epoca era quantomeno atipica. Sarei felice se qualche amico dell’epoca mi contattase per ricordare i tempi che furono e magari per rivederci. Attualmente abito a Livorno e miei recapiti telefonici sono 0586 503255 e 3278829236. La mia mail e rob.giola@alice.it.
      Fatevi sentire.
      Un abbraccione toscano

      Roberto

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